mercoledì 3 luglio 2024

CAMBIARE SI PUO' MA SOLO ESERCITANDO IL DIRITTO/DOVERE DEL VOTO

Mi capita sempre più spesso di parlare con qualcuno che si lamenta della situazione italiana: la politica è uno schifo, il lavoro non c’è, la povertà, l’immigrazione in aumento, la salute non più garantita per tutti, la scuola un disastro, la cementificazione ormai oltre i limiti di guardia e via così in un elenco senza fine… Ingenuamente mi capita di chiedere, a queste persone, se hanno votato. Non chiedo mai per chi, a meno che non lo dicano loro spontaneamente, anche perchè capisco generalmente l’orientamento da un minimo scambio di opinioni. La risposta spesso è: “no, ormai non mi interessa più, non credo in questa politica, sono tutti uguali, fanno solo i loro interessi, ecc. ecc.” A questa risposta normalmente replico: “scusa ma, se non vai a votare, come pensi che possa cambiare la politica e l’Italia, visto che così com’è non ti piace?” Da qui nasce spesso una discussione breve ma intensa sul diritto dovere del voto a cui in molti (troppi) si stanno sottraendo, riducendo così il numero dei votanti attualmente attivi nel nostro paese a meno del 50% degli aventi diritto (nel 2004 si recava alle urne il 71,72% oggi solo il 48,31%). Questa riduzione patologica dell’espressione di voto, e dunque della Democrazia nel nostro sistema politico e sociale, sta determinando una grave anomalia perché nel Parlamento, le maggioranze e dunque i governi, non sono più espressione di una effettiva maggioranza nel Paese e quindi non godono di un vero consenso popolare ma sono il frutto di una minoranza che viene premiata in modo artificioso da una Legge elettorale (pessima) che assegna al partito che ottiene più voti percentuali alle elezioni un numero di seggi in Parlamento sproporzionato, grazie al quale si forma il Governo e si amministra il potere legislativo ed esecutivo.

Nella attuale situazione il nostro Parlamento esprime come partito di maggioranza (relativa) Fratelli d’Italia, con un consenso stimato intorno al 26,5% degli italiani interpellati dal sondaggio IPSOS.

Fonte: Ipsos per il Corriere della Sera, 23/05/2024


Se consideriamo che, in base ad accordi preelettorali strategici, la coalizione di centro destra governa attualmente con una maggioranza risicata di voti, espressi dalla sola metà circa degli aventi diritto nel Paese, si capisce quanto sia inconsistente la base di consenso su cui poggia l’attuale azione di governo. Tutto il potere effettivo che il Partito Di Giorgia Meloni ha assunto, e sta sempre più assumendo, sia nel Governo dello Stato che negli apparati relativi alla comunicazione, all’industria, alle infrastrutture ecc. si basa su una percentuale di voti del 26% del 63,91% degli aventi diritto (percentuale ulteriormente scesa nelle ultime europee al di sotto del 50%). Con una evidente quanto preoccupante maggioranza complessiva di coloro che non esprimono alcun voto e che non esercitano questo loro diritto/dovere sulla base di un generico scontento, di una convinta quanto inutile opposizione al sistema politico, oppure per disinteresse, disinformazione o semplice ignoranza. Riallacciandomi a quanto dicevo all’inizio questa situazione dovrebbe chiamare a raccolta tutti i partiti (di destra di centro e di sinistra) ad uno sforzo comune a salvaguardia della nostra Democrazia, per richiamare alle urne e alla politica attiva quei cittadini che si negano un diritto sacrosanto venendo meno anche ad un dovere civico nei confronti di tutti noi che alle urne ci andiamo puntualmente ben sapendo che il voto, qualunque esso sia, è l’unico strumento reale per il cambiamento che tanto auspichiamo.